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Itinerari storico-turistici: 1 2 3 4 5 6 7 8 Abaco
Luoghi da visitare:
Donetta.
Piccolo paesino posto sopra Torriglia è da sempre nido dei Magioncalda, famiglia piccolo nobiliare di Torriglia di cui risulta una loro sepoltura nell'antica Cappella di S. Bernardo, Santo patrono festeggiato da tempo immemore nella frazione.
Le origini del paese risalgono alla notte dei tempi visto che alla Corte del Cardinale Luca Fieschi ad Avignone appaiono i famegli Franceschino ed Avevante da Donetta in un dipinto del '300.
Il percorso sale deciso verso il valico che porta nella Valpentemina, ma vale la pena fare una piccola deviazione ed arrivare fino al Brichetto (o Pian della Torre), propagine del monte Prela posta sopra il paese in cui si trova un sito archeologico e da dove si gode di una vista panoramica davvero suggestiva. Si rimanda all'itinerario 8 per maggiori dettagli.
Tornando sul percorso originale e seguendo l'antica carovaniera, da Donetta si sale al passo delle Rocche di Mantega e poi, svalicando, si raggiunge il paese scomparso di Battaglia.
Battaglia.
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Un fatto storico avvenuto nel giugno del
1747 ha probabilmente dato il nome a questo paesino ormai
disabitato ed inglobato dalla vegetazione. Erano quelli i
tempi dell'insurrezione di Genova contro lo strapotere degli
Austriaci e numerosi e furiosi scontri scoppiavano su questi
monti. Dopo l'uccisione del Comandante Canevari sulla
Scoffera (vedi itinerario 4)
i Genovesi ed i Gallìspani desiderosi di vendetta si
inoltrarono nel Feudo Imperiale di Torriglia per incalzare
gli Austriaci che si erano asserragliati nel castello. Gli
Austriaci ripiegarono precipitosamente su questa mulattiera
in direzione di Casella, ma la retroguardia fu però
investita dai Genovesi che, proprio nella zona della
Battaglia, ebbero il sopravvento. |
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Storicamente è legata a Torriglia ed ai Doria che dopo il 1547, subentrati ai Fieschi, governarono il
Feudo di Torriglia per mezzo di un Commissario residente nel castello, coadiuvato dall'Attuario, un Notaro, e dall'Agente generale delle tasse.
In ciascuna Villa (così erano chiamate allora le frazioni come Pentema), vi era un Console, incaricato
di sorvegliare e condurre gli uomini a riparare le strade. Attraverso Pentema infatti passava la strada che da Torriglia portava in Valbrevenna e da lì in varie direzioni verso il Piemonte.
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La lana è sempre stata il motivo dominante dell'attività dei Pentemini. Dalla denominazione del paese che ricorda "Emptema o Lentima", all'appartenenza alla Corporazione dei
"Textori pannorum Lane", alle controversie con Donetta sul pascolo delle pecore sul Monte Prela, alle immagini del 600 che ritraggono i Pentemini con in mano rocche e fusi, fino agli scarlassatori ed ai fabbricanti di strapunte dei giorni nostri.
Le donne erano solite arrotondare il bilancio familiare filando la lana tosata alle pecore per farne maglie (dette "marioli"), scialli e calze (detti "scapin") molto utili nei mesi invernali contraddistinti dal clima molto rigido.
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Natura da vedere:
- ANIMALI: sono molto frequenti in queste zone gli incontri con animali selvatici come Daini,Cinghiali e Volpi o con rettili come la Vipera dal Corno
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- PIANTE E FIORI: in queste zone la natura è molto rigogliosa e rappresente un piccolo paradiso per i naturalisti.
Vi si trovano piante di Nocciolo, Frassino, Castagno, Faggio, Acero di Monte, Carpo, e Rovere
e numerosi fiori come Genziana, Genzianella, Cigliata, Lino, Diantus (molto profumato), Carlina Acantifolia.
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- UCCELLI: la tranquillità di questi ambienti è talvolta rotta dal cinguettio dei numerosi
uccelli presenti stabilmente sul territorio, come Fringuelli, Frasani, Tordi, Sasselli, Cesene, Pettirossi,
Cinciallegre ed anche il raro Merlo di Montagna
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Leggende e storie antiche:
La fondazione di Pentema.
Si narra che due fratelli evasi, sembra provenienti dalla Francia (da qui il nome molto diffuso dei Traverso, di derivazione francese di Travèrs), si
rifugiarono nella Val Pentemina. Uno si stabilì in basso e l'altro in alto, si costruirono le rispettive case e dopo un pò si fecero visita.
Quello che abitava in basso chiese all'altro come si trovava in quel posto e questi gli rispose che si era pentito di aver scelto proprio quel luogo.
Alla stessa domanda quello che abitava in basso rispose che sarebbe stato meglio se si fosse perduto.
Da qui il nome di Pentema (da Perduto) e Pian Perduto che è una località vicino a Tinello di Pentema dove esistono i ruderi di una vecchia casa che potrebbe essere l'antica dimora di uno dei due evasi.
La campana piena d'oro.
Una leggenda dice che la soldataglia Austriaca, vistasi sopraffatta dall'esercito Genovese, nascose il bottino di guerra (oro e argento saccheggiato nelle chiese di Viganego e Cisiano) in luogo sicuro, ripromettendosi di recuperarlo in tempi migliori.
Così nelle veglie durante le serate invernali la storia della campana piena d'oro ancora riecheggia tra gli abitanti di Donetta.
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Sito realizzato e curato da Paolo Gronchi
Collaborazione agli itinerari: Studio Architetti Associati Pizzorno - Porcari - Zunino
Fotografie: Gianluigi Strata Fonti storiche: Mauro Casale
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