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Itinerari storico-turistici: 1 2 3 4 5 6 7 8 Abaco
Luoghi da visitare:
Scoffera.
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Paese che in passato è stato confine tra il Feudo Imperiale di Torriglia e la Repubblica di Genova, è posto sullo spartiacque fra il Mar Ligure ed l'Adriatico all'incocrocio di antiche vie carovaniere che collegavano Piacenza e Pavia con Genova e Recco.
Furiosi combattimenti avvennero sulla vicina Costa di Rossi il 1° Maggio 1747 fra Genovesi ed Austriaci, nei quali perse la vita il comandante Pier Maria Canevari, capo dell'Armata genovese, ucciso da un prigioniero Croato il giorno dopo la vittoria genovese sul Monte Lavagnola.
Un tratto dell'attuale percorso escursionistico dell'Alta Via dei Monti Liguri collega proprio Scoffera con il Monte Lavagnola e la Valtrebbia.
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Tercesi.
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Scendendo verso Laccio si incontra il paese di Tercesi dove è difficile non notare due ville nobiliari progettate dal Coppedè, di cui una è il Castello dei Becchi.
Proseguendo il percorso sotto al paese si può; trovare una cappelletta dedicata a San Rocco, pellegrino Francese che si operò in numerose città italiane contro la peste, finché non ne contrasse il contagio.
La festa patronale del paese è quindi il giorno dedicato a S. Rocco, cioè il 16 Agosto.
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Laccio.
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Proseguendo lungo l'antica strada per Torriglia si incontrano tre ponti che scavalcano il rio Lacciola e poi il fiume Scrivia.
Lasciandoci alle spalle le rovine dell'antico Mulino del Principe (sede un tempo di una piccola centrale idroelettrica) e percorrendo una ripida salita si arriva alla chiesa di San Giacomo, fatta costruire nel 1596 da Donna Zenobia Doria.
Salendo ancora si passa attraverso un gruppo di case in posizione panoramica detto Castelà, nome che tradisce antiche origini dell'Età del ferro.
Scendendo attraverso l'antica mulattiera verso il torrente di Olcesi si incontra una Cappelletta ottocentesca dedicata alla Madonna della Guardia, fatta costruire da un nobile del luogo.
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Mulino Zane.
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Attraversando una serie di ponticelli, di cui uno ancora in ottimo stato e circondato da maestosi ontani secolari, si scende verso il paese di Siginella.
Dopo aver passato una piazzola per pic nic ed aver percorso qualche centinaio di metri si giunge alla meta del nostro itinerario: il Mulino Zane.
Questo mulino, ancora perfettamente funzionante, è molto caratteristico del luogo ed è visitabile.
Gli amanti della botanica che avessero voglia di fare una deviazione al percorso in direzione di Montoggio lungo la Statale 225 potranno trovare la rara pianta di Ginko Biloba.
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Natura:
Animali ed Alberi.
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Anche questo territorio è ricco di animali e piante di rara bellezza. Vi possiamo trovare: gamberi di fiume (lungo il rio Lacciola ed il Rio Siginella) e specie autoctone come Vairone, Barbo e Trota (lungo lo Scrivia).
La vegetazione comprende ricchi raggruppamenti di Ontani lungo il corso dei fiumi, mentre il sottobosco è ricco di fioriture primaverili, bucaneve, campanellini, crochi, scille, ellebori e viole.
Da segnalare la presenza di specie protette quali Ofris Sphegodes e Bertolonuii, mentre gli uccelli più diffusi sono i merli, le ghiandaie, i picchi, i merli acquatici e gli aironi.
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Villa Carlo Becchi.
La Villa Carlo Becchi a Tercesi è una costruzione a tre piani circondata da un ampio giardino in cui si trova anche un piccolo "chalet-depandance" di forme molto semplici, ed posta su una collinetta di fronte ad un castello costruito in posizione leggermente sopraelevata.
I Becchi, famiglia alto-borghese originaria di Pieve Ligure, possono essere inclusi tra i maggiori protagonisti in campo finanziario del mondo economico genovese e, non a caso, fecero costruire la loro villa in una delle località di villeggiatura più in voga in quel periodo.
L'edificio riecheggia nelle sue forme una tipologia largamente sfruttata dall'architetto Coppedè che perevede una mescolanza di elementi medievaleggianti fiorentini.
Due date che fissano l'inizio ed il termine della costruzione si possono leggere sulla lunetta del portone di ingresso: Giungo 1910 e Agosto 1914.
Castello Giacomo Becchi.
Il Castello Giacomo Becchi a Tercesi è sicuramente contemporaneo alla dimora di Carlo Becchi (posta proprio di fronte), ma da questa si discosta per la forma a castelletto dotato di torrione rotondo merlato con beccatelli sulla destra e di torretta quadra con tetto a spiovente sulla sinistra.
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Sito realizzato e curato da Paolo Gronchi
Collaborazione agli itinerari: Studio Architetti Associati Pizzorno - Porcari - Zunino
Fotografie: Gianluigi Strata Fonti storiche: Mauro Casale
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