Itinerari storico-turistici: 1  2  3  4  5  6  7  8    Abaco

Percorso 6

Luoghi da visitare:
  • Pentema.

    Storicamente è legata a Torriglia ed ai Doria che dopo il 1547, subentrati ai Fieschi, governarono il Feudo di Torriglia per mezzo di un Commissario residente nel castello, coadiuvato dall'Attuario, un Notaro, e dall'Agente generale delle tasse.
    In ciascuna Villa (così erano chiamate allora le frazioni come Pentema), vi era un Console, incaricato di sorvegliare e di condurre gli uomini a riparare le strade. Attraverso Pentema infatti passava la strada che da Torriglia portava in Valbrevenna e da lì in varie direzioni verso il Piemonte.

    Pentema

    La lana è sempre stata il motivo dominante dell'attività dei Pentemini. Dalla denominazione del paese che ricorda "Emptema o Lentima", all'appartenenza alla Corporazione dei "Textori pannorum Lane", alle controversie con Donetta sul pascolo delle pecore sul Monte Prela, alle immagini del 600 che ritraggono i Pentemini con in mano rocche e fusi, fino agli scarlassatori ed ai fabbricanti di strapunte dei giorni nostri. Le donne erano solite arrotondare il bilancio familiare filando la lana tosata alle pecore per farne maglie (dette "marioli"), scialli e calze (detti "scapin") molto utili nei mesi invernali contraddistinti dal clima molto rigido.


  • Cappella della Madonna della Guardia.

    Sulla costa della Gallina, ai Piani di Teglia ad oltre 1000 metri di quota, sorge la Cappella della Madonna della Guardia.
    Questa fu eretta oltre 100 anni fa per il voto di un sacerdote che si era smarrito in quel luogo a causa della nebbia. Questa impresa fu affrontata dalla gente della Valle con grandi fatiche e sacrifici: si narra infatti che durante la costruzione alcuni abitanti della zona partivano alle 2 di notte per recarsi al paese di Mareta, in Valbrevenna, da dove tornavano con ceste piene di sabbia che lasciavano presso la cappella in costruzione.
    La piccola chiesa ha l'ingresso rivolto verso il Santuario del Monte Figogna ed al suo interno vi è un altare in marmo sovrastato dalla statua della Madonna della Guardia. Sopra l'ingresso vi è anche una campana per invitare i fedeli alla Messa che ogni anno si celebra il 29 di Agosto, e la festa che si tiene in quel giorno è ancora molto sentita e motivo di incontro tra gli abitanti della val Pentemina e della val Brevenna.



Natura:
  • Animali ed Alberi.


    Sambuco rosso

    Questo itinerario completamente immerso nei boschi sopra a Pentema vi porterà alla scoperta di animali e piante molto diffusi da queste parti.
    In primavera i bordi dei campi, gli "arxi" (argini) come si chiamano in dialetto, sono gialli per la presenza abbondante del tarassaco, per le "braghe de cuccu" (le primule) e qualche rara violetta. In giugno i prati sono un tripudio di colori di fiori sbocciati qua e là e spiccano i gigli di S. Giovanni, alcune specie di orchidee, il giglio martagone e, più in alto verso il Monte Antola, le genzianelle, i cardi selvatici ed alcune piante secche sui muri a secco e sulle rocce.

    Orchidea
    Maggiociondolo

    Di rara bellezza anche il maggiociondolo la cui fioritura a grappoli gialli è utilizzata per la processione del Corpus Domini. I grandi boschi di castagno richiedono cure in ogni stagione (potatura, rimondatura, taglio di nuovi virgulti, spazzamento delle foglie invernali, raccolta della legna), ma forniscono agli abitanti numerosi alimenti tra cui castagne e funghi. Nei boschi si possono trovare quindi porcini, galletti, porcinelli (detti "funzi de custu"), colombine (dette "funzinn-e") e qualche rarissimo ovolo di "puleu-u". Ad un'altitudine maggiore vi sono poi le macchie di "legna forte" dove crescono alberi utilizzati un tempo per fare il carbone vegetale nelle "carbonaie". In questi ambienti troviamo roveri (dette "rui"), cerri (detti "seri"), carpini (detti "carpi"), frassini (detti "frasci"), faggi (detti "foi") ed acacie.
    Ad alta quota nei prati da sfalcio erano presenti arbusti di ginepro che ora vanno scomparendo, probabilmente a causa dell'inaridimento del terreno in quanto la pioggia scorre sopra l'erba non più falciata e non giunge a terra. In questi prati un tempo in primavera si riconoscevano chiaramente le striscie d'erba che indicavano la localizzazione dei pregiati funghi prataioli (detti "mazzin"), ma il progressivo abbandono dei pascoli ha reso la ricerca dei funghi molto più difficile per chi non ricorda a memoria le fungaie ("funzè") di un tempo.

    Tra gli animali che popolano questi territori possiamo annoverare caprioli, volpi, tassi, cinghiali, faine, lupi e lepri. I più attenti potranno sicuramente notare sul terreno tracce lasciate di recente da uno di questi animali e riusciranno ad individuarlo.

    Impronte




Sito realizzato e curato da Paolo Gronchi
Collaborazione agli itinerari: Studio Architetti Associati Pizzorno - Porcari - Zunino
Fotografie: Gianluigi Strata      Fonti storiche: Mauro Casale