| |
Itinerari storico-turistici: 1 2 3 4 5 6 7 8 Abaco
Luoghi da visitare:
1 Chiesa parrocchiale.
|
La Chiesa parrocchiale dedicata a S. Onorato, Vescovo di Arles, sorge in pieno centro del paese ed è stata ristrutturata nel XVI secolo.
La dedicazione al Santo, unica in Regione, denota l'antica fondazione dei Monaci di Lerino (Cannes).
All'interno della chiesa una statua di marmo del Santo tramanda il colpo di archibugio che le ruppe due dita nel periodo della grande rivoluzione, mentre la croce piccarda a coda di rondine ricorda l'origine normanna del Vescovo di Arles.
Visitando l'interno della chiesa possiamo vedere: sulla detra statue di antichi culti, S. Antonio da Padova, una Madonna del Rosario (in ricordo della battaglia di Lepanto e di Giò Andrea Doria Marchese di Torriglia che vi partecipò), il Gesù dei Gesuiti ed i Tabernacoli dei Teatini, mentre nella navata sinistra una Misericordia di marmo (testimone della presenza Agostiniana), la statua in legno della Madonna del Carmine (protettrice della comunità fino alla Rivoluzione), ed in fondo la Madonna della Provvidenza, attuale Patrona del paese a cui tutti gli abitanti sono molto devoti.
|
|
I pavimenti delle navate e del presbiterio, le balaustre ed il pulpito sono di marmo settecentesco molto pregiato, mentre nel soffitto l'affresco del Gran Castello simboleggia l'unione con la comunità.
|
2 Oratorio di S. Vincenzo.
|
Sul piazzale della chiesa sorge anche l'Oratorio di S. Vincenzo, aperto durante il periodo natalizio per l'allestimento del presepe.
In questo oratorio è degna di attenzione una statua in marmo di Nostra Signora della Neve del XVI secolo proveniente dalla Cappella del Castello dei Fieschi.
|
3 Piazza Cavour.
|
In questa piazza sorge la casa che vide i Natali della Beata Suor Maria Teresa Fasce, abbadessa del monastero agostiniano di Santa Rita da Cascia e grande zelatrice del culto di S. Rita al punto di essere proclamata Beata da S.S. Giovanni Paolo II.
|
4 Centro Storico.
|
Questa è la parte di paese che costituisce il cuore del centro storico. Proseguendo da Piazza Cavour in via XXV Aprile si può vedere un'edicola ottocentesca e l'albergo Corona d'Italia.
In fondo alla via si apre Piazza Gastaldi, intitolata al comandante partigiano della Brigata Bisagno e capo della Prima Repubblica Partigiana d'Italia.
Nella piazza sulla sinistra possiamo osservare: l'antica Speziaria, la Fabrica dei Doria o Lavorerio delle donne, il lavorerio degli huomini o del Principe dove si tesseva l'arbaggio nostrano o si foravano i coralli.
Sul lato destro invece si possono vedere: l'Osteria Camerale, la Locanda del cavallino bianco, la cappella gentilizia della famiglia Guano di cui si è conservato l'abside.
Nell'antico forno dulla piazza potrete gustare ottima focaccia alla genovese ed i tipici canestrelli di torriglia.
|
5 Via Roma.
|
Lasciando Piazza Gastaldi ed entrando in via Roma notiamo un punto molto stretto ove un tempo si trovava la Porta del Borgo che, nel medioevo si teneva serrata di notte o in caso di pericolo.
Perpendicolare a via Roma si diparte via Guani (punto 8) in cui si nota un'iscrizione del 1618 di Simon Guani, nobile torrigliese.
|
6 Piazza Fieschi.
|
Uscendo dalla stretta via Roma si arriva in Piazza Fieschi, la Platea mercatoria che fu il cuore della vecchia Torriglia, dove ancora si venera S.Orsola di cornovaglia.
In questa piazza avevano sede numerosi edifici pubblici, la scuola, la pretura ed i laboratori degli artigiani e dei mercanti.
Sotto l'archivolto, costruito da Don Carraro nel 1929 assieme al ponte di S. Colombano, trova posto in una teca il dipinto della Bella di Torriglia, personaggio leggendario che tutti ricordano per un famoso detto genovese.
|
|
7 Via Magioncalda.
|
Salendo da piazza Fieschi in direzione del Castello si trova Via Magioncalda, con deliziosi vicoletti come Vico Tassoni o Vico Torbido ed una serie di toponimi in dialetto come: "a Gattamoa", "bitega du Ciumba", "cà du Liunardin", "cà du Muscin", "cà di Magnen".
Anche lungo questa via spuntano innumerevoli edicole votive dedicate a S. Antonio e alla Madonna del Carmine, a ricordo del culto dei Torrigliesi prima della Provvidenza.
|
|
8 Via Guani.
|
Attraverso Vico Tassoni si arriva in via Guani nel suo tratto terminale che si inerpica verso il Castello fra antiche edicole e lapidi. (Vedi itinerario 8)
|
9 Via Garibaldi.
|
Da piazza Fieschi in direzione opposta a via Magioncalda troviamo via Garibaldi ove correva l'antica carovaniera per la val Trebbia.
Chi volesse rinfrescarsi troverà in questa via dei trogoli ottocenteschi e la più vecchia fonte del borgo a cui ancora oggi molte persone attingono acqua di ottima qualità.
|
|
Curiosità e leggende:
La bella di Torriglia.
|
"A Bella de Turigia che tutti voean e nisciun piggia" è un detto diffuso in tutto il Genovesato, ma la Bella non è solo un modo di dire ma, come tutti i fatti ascrivibili alla tradizione popolare, i suoi contorni si confondono.
Fatto storico accertato è quello di Clementina di Torriglia, amante di Sinibaldo dei Fieschi, conte di Lavagna e Feudatario di Torriglia, da cui ebbe un figlio naturale, Cornelio, presente poi nel 1547 assieme al figlio legittimo del Conte, Gian Luigi, durante la famosa congiura ai danni del padre.
Il magnifico Sinibaldo volle tanto bene alla sua bella da far dipingere sul soffitto del suo palazzo in Carignano a Genova una bussola il cui ago era rivolto verso la stella più lucente, Clementina per l'appunto.
Riappare poi a metà ottocento il personaggio che più collima con la tradizione dei giorni nostri, una certa Maria Traverso, bellissima donna che tutti venivano ad ammirare in Piazza Fieschi.
Altri personaggi femminili, come la famosa Gigin, si contesero il titolo nel Novecento.
|
|
La Bella di Torriglia non può fare a meno di influenzare il modo dell'arte e della musica. I camalli canterini di Casaleggio si riunivano spesso in una vecchia osteria di Vico Rosa, nel centro storico di Genova, dove nacque la prima canzonetta sulla Bella.
Nel campo dell'arte sono noti due dipinti della Bella, uno di un certo Traverso che si era invaghito con grande scandalo di una bella minorenne, e l'altro ad opera del famoso
pittore Pietro Lumachi e tuttora esposto in una teca sotto l'archivolto della casa che si suppone essere quella della Bella.
|
|
Sito realizzato e curato da Paolo Gronchi
Collaborazione agli itinerari: Studio Architetti Associati Pizzorno - Porcari - Zunino
Fotografie: Gianluigi Strata Fonti storiche: Mauro Casale
|