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Itinerari storico-turistici: 1 2 3 4 5 6 7 8 Abaco
Luoghi da visitare:
Torriglia.
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Questo percorso inizia in Piazza Fieschi, dal cuore del centro storico di Torriglia. Lasciato l'archivolto con il dipinto della Bella di Torriglia (Vedi itinerario 7) imbocchiamo via Magioncalda, lato di un antico triangolo fortificato.
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Si passa a fianco al truogolo con volta in mattoni e davanti alla statua della Madonna del Carmine ed ancora sotto una lapide ottocentesca che ricorda mandamenti, circondari e la vecchia strada Torriglia - Propata.
Arrampicandoci su per il rizuolo ("rissoe" in dialetto) si arriva davanti al Castello, là dove i Fieschi legarono il loro nome a quello di Torriglia, simbolo di gran potenza ed indipendenza dei Signori della Montagna.
Attraversiamo il bel parco ed arriviamo fino alla Cappelletta d S. Antonino in cui si può osservare un bassorilievo in marmo che testimonia un fatto avvenuto nel 1752 quando Giulio Cesare Gatti, reo dell'omicidio di un mulattiere di Carrega, fu impicato e la sua testa inviata a Carrega.
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Donetta
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Proseguendo su per la mulattiera si attraversa prima il paese di Acquabuona dove dissetarsi ad una fresca fontana e poi salendo ancora lungo la Provinciale giungiamo a Donetta dove ci si può ristorare al bar sociale e fare quattro chiacchiere con i Magioncalda (cognome tipico della frazione).
Iniziamo la salita del Colletto e sulla destra troviamo il Brichetto, o Pian della Torre, oggetto di scavi archeologici e base di un'antica torre difensiva abbattuta e incendiata nel 1430.
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Su questa cima (quota 1162 s.l.m.) il panorama è stupendo e s'intuisce la sua importanza militare. Inoltre da qui nascono i fiumi Trebbia e Scriva che sfociano nel Po a molta distanza tra loro.
La natura qui è ben rappresentata. La salita avviene tra maggiociondoli in fiore, garofanini, origani, gigli mortagnoni e rarissime carline acantifoglie (emblemi del sole che le popolazioni celtiche inchiodano alla porta di casa).
In autunno quando la nebbia avvolge queste cime si sente il fruscio delle cesene sui sorbi e sui biancospini carichi di bacche mature, mentre d'inverno gli immensi prati del monte sono pascolo di grandi branchi di daini e di qualche lupo che si spinge a caccia fin qui.
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Monte Prela
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Ancora un piccolo sforzo e siamo sulla punta del Prela. Qua e là dei ruderi ricordano la casamatta di avvistamento degli arei dell'ultima Guerra, mentre guardando in basso si vede Torriglia piccola piccola.
Qui passa anche la strada dell'Antola che da tempi remotissimi ha condotto le genti di mare alla pianura e viceversa da Recco a Caminata lungo i crinali delle valli Pentemina, Borbera, Curone, Grue, Staffora, Tidone e Tidoncello sino al ponte sul Po e poi Pavia.
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Architettura:
Il Castello dei Fieschi.
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Vi trovate in uno dei più importanti contenitori di storia dei nostri monti, dove ogni frammento di roccia, ogni mattone, ogni pezzo di intonaco vi può raccontare storie affascinanti.
Sul lato nord c'è un vallo scavato che collegava la rocca con un ponte levatoio risalente ai tempi del grande Nicolò Fieschi di Torriglia, uomo di ricchezza colossale, e di sua figlia Alagia che forse ospitò proprio qui l'esule poeta Dante.
A sud c'è una cannoniera da cui gli ultimi colpi si sentirono in occasione dei festeggiamenti per la nascita del figlio dell'Imperatore d'Asburgo, ed una grande torre alta 19 metri coronata di merli guelfi a testimonianza dell'attaccamento al Papa Fiesco.
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E' certo più di mille anni che queste pietre mastodontiche sono state posate con una tecnica singolarissima e molto antica usata in Siria, Libano, Grecia ed Egitto.
Questa è la torre ove centinaia di malcapitati furono ospitati e nelle cui gabbie venivano poste a marcire le teste dei condannati, come quella del bandito Capurro o di Stefano Musante di Bavastrelli.
All'interno del castello vi era anche una prigione a tre piani, un pozzo in fondo al quale sono state ritrovate delle pipe dei soldati del generale Massena che nel 1800 alloggiò nel castello con la sua armata di 2500 uomini prima di andare a sedare una rivolta scoppiata in val Fontanabuona.
Con la rivoluzione finì il sistema feudale ed i Birri, il Bargello, il Commissario, e tutti i funzionari ed i servi non più pagati lasciarono il castello che divenne preda di vandali e ladri che lo ridussero alle condizioni disastrate di oggi.
Per accedere alla pagina dedicata alla storia del castello cliccate qui.
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Sito realizzato e curato da Paolo Gronchi
Collaborazione agli itinerari: Studio Architetti Associati Pizzorno - Porcari - Zunino
Fotografie: Gianluigi Strata Fonti storiche: Mauro Casale
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